Pittura

Immagini del mondo fluttuante

A sinistra "Fioritura del prugno" di Van Gogh, a destra "Il giardino di Prugni a Kameido" di Hiroshige

A sinistra “Fioritura del prugno” di Van Gogh, a destra “Il giardino di Prugni a Kameido” di Hiroshige

L’Ukiyo-e (浮世絵) è la corrente artistica che ha avuto il suo momento di massima fioritura nella città giapponese di Edo (oggi Tokyo) a cavallo fra il 1700 e la prima metà del 1800. Durante questo periodo infatti la tradizione dell’ Ukyo-e, già presente nel XVII secolo, trova i suoi massimi interpreti in Utamaro, Hokusai e Hiroshige, tre artisti che non solo ci hanno regalato opere di una raffinatezza ed eleganza senza pari, ma che hanno profondamente influenzato anche l’arte occidentale, a partire dalla corrente dell’Impressionismo di fine ‘800, con Degas, Manet e Monet, per proseguire con Van Gogh e Gauguin fino all’Art Nouveau.

L’espressione ”ukiyo-e” ha una duplice valenza: in origine, “uki” si riferisce alla sofferenza della vita e alla malinconia, ma dal 1600 la sua pronuncia coincide anche con il significato di “fluttuante”, “transitorio”; esso è associato a “yo”, che significa “mondo”, e all’ultimo carattere “e” che sta per “immagine”, “pittura”, quindi “Immagini del mondo fluttuante“. La coincidenza di sofferenza e transitorietà nella cultura giapponese del tempo è un concetto che si trova nella corrente buddhista, secondo cui il transitorio e fluttuante mondo in cui viviamo è dominato dalla malinconia della sua così fugace apparizione, caratterizzato dalla sofferenza della fine di ogni cosa.

La grande onda di Kanaga, Hokusai

La grande onda di Kanaga, Hokusai

Fuji rosso, Hokusai.

Fuji rosso, Hokusai.

Questa illusione transitoria e il sentimento che ne deriva possono essere rappresentati in più modi: uno è esprimere la fragilità dell’esistenza umana in balìa del destino e della forza della natura, come in molte delle pitture del filone dell’Ukyo-e detto Fūkei-ga (Paesaggi), che ha come massimo interprete Hokusai – basti pensare ad opere come Fuji rosso e La grande onda.

Madre e figlio, Utamaro.

Madre e figlio, Utamaro.

Oppure può emergere l’attenzione ai minuti fatti quotidiani e cittadini, brevi apparizioni di un mondo sofisticato, immagini deliziose destinate a fluttuare per pochi istanti per essere sommerse dall’oblio della Storia, come in Madre e figlio di Utamaro.

Utamaro

Utamaro

Così come sempre fin troppo breve sarà l’amore prima che torni cenere e per questo è colto così tante volte dallo stesso artista, e qualche volta anche da Hokusai, secondo le modalità del Bijin-ga, “dipinti di belle donne”, per lo più cortigiane, e dello Shunga, rappresentazioni erotiche giapponesi che hanno tramandato nei secoli i volti e le gesta di eroine dell’Eros in stampe che venivano spesso regalate anche a giovani spose al fine di istruirle.

Prugno rosso e luna, HiroshigeHiroshige, invece, ha prediletto il filone del Kachō-ga, rappresentazione di fiori e un uccelli, cercando di cogliere la rosa quando è il momento, prima che domani appassisca.

Dafne Castronovo

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...