Pittura

Joseph Lorusso, pittore di occhi.

Se il quadro sembra fatto di terra, miele e luce, allora è opera di Joseph Lorusso, pittore americano di origini italiane. Ma altri più importanti elementi caratterizzano le sue opere. Prima di tutto, i suoi lavori presentano degli aspetti che li avvicinano molto alla tecnica fotografica. Questa affermazione risulterà strana in un primo momento, visto che i suoi dipinti mostrano un grande debito verso l’Impressionismo e altre correnti che di realistico hanno ben poco. Eppure, la grande capacità di cogliere un espressione degli occhi, un sentimento che balena per pochi istanti sul viso del soggetto ritratto, ricorda proprio la fotografia. Come espressioni involontarie colte da un fotografo appostato, i volti di Lorusso mostrano questa caratteristica spiccata: è impossibile non decifrare i pensieri, le sensazioni, i sentimenti che i suoi soggetti stanno provando. I dipinti quindi risultano particolarmente comunicativi; quei volti ci parlano.

Bedroom Eyes

Bedroom Eyes

Prendiamo ad esempio Bedroom Eyes (occhi della/da stanza da letto) Mentre miriadi di pittori hanno colto l’ eros di una donna distesa a letto grazie alla posa sensuale e alla nudità ben in vista, Lorusso invece sposta il fulcro della tensione erotica solo nello sguardo della ragazza. Per il resto il suo corpo è coperto dal lenzuolo, e persino la la postura è di chiusura. Eppure il richiamo di quegli occhi è evidente.

Dreamy Eyes

Dreamy Eyes

Un altro chiaro esempio è dato da Dreamy Eyes, occhi sognanti. Sembra quasi di partecipare a quella malinconica assenza della ragazza, di sentire il calore del vino che ha bevuto, e che quel bicchiere in mano non deve essere il primo, visto il rossore sulle gote.

Distracted

Distracted

Un interessante gioco di sguardi è presente in Distracted, distratto. I due soggetti guardano in direzioni diverse, non sono attenti l’uno all’altro. Quel distracted, che grammaticalmente potrebbe essere letto sia al singolare che al plurale (distratto e distratti), dal punto di vista della rappresentazione chiarisce la sua natura: è singolare ed è riferito all’uomo. La donna, infatti, se è vero che non è concentrata su di lui, sta però guardando dritto verso lo spettatore. E’ come se lei uscisse fuori dalla scena. La sua consapevolezza emerge nel suo sguardo e sembra proprio lei a comunicarci, in un misto di sarcasmo, delusione e rabbia, che lui è da tutt’altra parte, che lei non è amata come vorrebbe. Eppure rimane salda su quella sedia, incapace di andarsene, se non con la fuga dei suoi occhi.

Se gli sguardi dominano in modo preponderante le raffigurazioni di Lorusso, numerosi sono i casi in cui allo spettatore non è dato di poter vedere le espressioni del volto e questo elemento ritorna costante quando i soggetti in questione sono una coppia innamorata, profondamente innamorata. Vediamo qualche esempio:

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I sentimenti di tali soggetti emergono chiaramente dai loro abbracci, dalla tenerezza che esprimono, ma il pittore, quasi fosse stato preso da una sorta di riserbo e di rispetto per il sentimento provato, non osa mostrare i loro volti. Si tratta di un espediente antico, che ha il più illustre antecedente in Timante, pittore greco vissuto fra i IV e il V secolo a.C., famoso per quello che sarà definito proprio “effetto Timante”. Nella raffigurazione del sacrificio di Ifigenia, Timante raffigurò i volti straziati dal dolore di Calcante, Ulisse e Menelao, ma non quello del padre di Ifigenia, Agamennone, coperto da un velo. Cicerone, Quintiliano, Plinio il Vecchio e altri autori latini hanno interpretato la scelta di Timante come un atto di riserbo da parte dell’artista di fronte a un sentimento così forte e lo hanno considerato anche come una confessione dell’impossibilità dell’arte di riprodurre l’apice del dolore. Per cui è lo spettatore che dovrà far ricorso all’immaginazione, completando il dipinto nella sua mente. Ora la stessa modalità ricorre anche in questi quadri di Lorusso, ma in contesti ben più felici. E anche qui l’opera di creazione artistica prevede una continuazione della mente dello spettatore.

Lovers & Lautrec

Lovers & Lautrec

In uno dei quadri appena riportato, Lovers&Lautrec (Amanti e Lautrec), il nostro artista ha citato e reso omaggio ad uno sei suoi grandi maestri: Henri de Toulouse-Lautrec, pittore francese di fine ‘800, considerato un post impressionista. Nel quadro in questione, viene citata l’opera Dans le Lit, le Baiser (A letto, il bacio). La coppia moderna sembra essere accomunata all’altra dal fatto che, in entrambi i casi, lo sguardo dei soggetti ritratti resta celato allo spettatore. Eppure, sebbene nascosti, in Lovers&Lautrec gli occhi e lo sguardo sono presenti in questo quadro più che in altri: noi guardiamo gli amanti di Lorusso, che insieme guardano quelli di Lautrec, i quali sono gli unici con gli occhi chiusi. Si delinea quindi un percorso di visione e conoscenza che termina con il mistero del sentimento amoroso.

Signora con ventaglio, Klimt

Signora con ventaglio, Klimt

Altre citazioni tornano in altri dipinti, come ad esempio Opera Glasses, (Occhiali da Opera) che richiama fortemente la Signora con ventaglio di Klimt. Lorusso sembra quasi volerci dire cosa ne è stato non solo della donna con il ventaglio, ma anche dell’arte stessa, da Klimt a oggi. La giovane ed elegante donna di Klimt, seppure altera e un po’ snob come il suo lungo collo, si mostra come una figura positiva, riccamente adornata sia dalla stoffa che l’avvolge sia dallo sfondo fantasioso.

Opera Glasses

Opera Glasses

Lorusso ci presenta la stessa signora, palesemente invecchiata. Sotto la pelliccia ora nera si scorge un abito quotidiano, inappropriato all’occasione. Di tutti i ghirigori colorati e fantasiosi che l’adornavano è rimasta qualche disordinata traccia color oro sul ventaglio. Lo sguardo si è fatto più arcigno ed ora è lei a guardare gli altri, più che ad essere guardata. Chiusa nella sua altera e arcigna condizione, la donna in questione non presenta nulla del fascino sentimentale ed emotivo della sua precedente. Non a caso il titolo del quadro è riferito ad un oggetto inanimato: gli occhiali (glasses) e non agli occhi della donna, sebbene siano visibili.

Insomma Klimt è ripreso più per essere beffeggiato che imitato. Lorusso concepisce le sue opere in modo diametralmente opposto: Klimt è stato il pittore dello sfarzo aristocratico, dell’oro della Belle Époque, delle committenze, e ci ha presentato scene mitiche ed esaltanti, lontane dalla comune condizione umana. Lorusso alla mitologia e agli eroi ha preferito gli avventori del bar, coppie innamorate e scene di vita quotidiana. L’uomo comune, con i suoi atti ordinari, ma pieni di tutte le complesse emozioni del nostro mondo interiore, insomma gli occhi di tutti sono preferiti alla mitologia e ai grandi sfarzi. E ci piace.

Dafne Castronovo

 

 

Le immagini usate sono state prese dal sito internet ufficiale di Joseph Lorusso: http://www.josephlorussofineart.com/ e dalla sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Joseph-Lorusso-Fine-Art/104157282770

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